Le metafore delle didascalie

matticchio

Scriveva Carlo Emilio Gadda in un testo del 1958, I viaggi la morte:
“Il mondo bisogna pur guardarlo, per poterlo rappresentare: e così guardandolo avviene di rilevare che esso, in certa misura, ha già rappresentato se medesimo: e già il soldato, prima del poeta, ha parlato della battaglia, e il marinaio del mare, e del suo parto la puerpera”.

L’arte deve mimare la realtà, descrivere, alludere, o spostare su un piano altro? Quali parole scegliamo per descriverla, man mano che si allontana dal piano del già noto, del consueto? E il passaggio dall’immagine alla parole (e viceversa), da che parte, su quale versante ci trova più a nostro agio?

Nell’illustrazione di Franco Matticchio, il cane cerca l’osso: lo riconosce in quelle quattro lettere. Povero cane: non sa che quelle quattro lettere non sono l’osso. O forse un po’ sì?Così, con il passo lieve di Matticchio (ce lo auguriamo, sarebbe importante), ci prepariamo per Le metafore della didascalia: il nostro prossimo corso alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia.